NICOLETTA

“Aver sconfitto il cancro mi ha permesso di affrontare tutte le sfide lavorative con un occhio diverso.”

Allora Nicoletta, presentati: chi sei, cosa fai e come sei capitata qui.
Mi chiamo Nicoletta, ho 53 anni e sono laureata in Economia. Nell’azienda in cui sono responsabile amministrativo e risorse umane, sono arrivata dopo vicende personali particolari.

Parlaci di te e di come la tua storia si può ricollegare al tema della “diversity & inclusion”.
Dovevo ricominciare a vivere nella mia vita privata e lavorativa, perché segnata da un cancro e dalla perdita del precedente lavoro (a causa di una ristrutturazione aziendale), in cui coprivo la carica di direttore amministrativo.

Quali sono i traguardi principali che hanno segnato la tua scalata verso il successo lavorativo?
Rinnovato impegno nello studio, nel lavoro e nelle cure. Tutte cose nuove, o vecchie ormai dimenticate, che invece di demoralizzare hanno stimolato la mia voglia di riemergere alla vita, accettando di affrontare nuove sfide.

Hai avuto una persona in particolare che ti ha motivato o che comunque è stato il tuo punto di riferimento?
Nessuno in particolare, mi sono stati d’esempio e conforto tutti coloro che prima di me hanno affrontato gli stessi problemi.

Come vivi il tuo essere Nicoletta sul luogo di lavoro?
Non mi sento e non mi fanno sentire diversa.

Quali difficoltà hai incontrato nella tua storia professionale? Come le hai superate?
L’essere lavoratore donna, madre e, per di più, con una malattia importante, non aiuta nella vita professionale. Impegno, volontà, determinazione e un po’ di fortuna mi hanno restituita al mondo che amo.

Qual è la bellezza di ricoprire il tuo ruolo all’interno dell’azienda?
Essere accettata per le mie capacità.

Quali sono i tuoi rapporti con le colleghe ed i colleghi di lavoro? Ti discriminano?
Ottimi. Nessuno viene discriminato perché nessuno viene considerato diverso.

Cosa diresti alle persone che sono “diverse”, sono discriminate sul luogo di lavoro per questo e non hanno il coraggio di cambiare?
La diversità non giustifica alcuna discriminazione. La valutazione di una persona non passa attraverso la cosiddetta normalità o diversità ma attraverso le azioni che vengono compiute. Ciascuno ha il diritto di dare e pretendere il meglio nella vita e nel lavoro. Non bisogna mai accontentarsi della mediocrità.

Ritieni che le diversità aiutino il business e la reputazione aziendale? Credi che portino l’azienda verso il successo e ne migliorino la performance? Cosa della tua esperienza personale te lo fa pensare?
Diversità è spesso sinonimo di sensibilità.  La consapevolezza e l’accettazione delle proprie difficoltà generano una capacità non scontata nella risoluzione dei problemi, poiché si è abituati a dare loro un giusto peso, si è capaci di vederli con un occhio diverso. Questa è una opportunità che una azienda può sfruttare a proprio vantaggio, riconoscendo sempre e comunque intelligenza e capacità.

Cosa ti senti di dire alle aziende che non accettano la diversità? Ai manager che pensano sia eticamente giusta, ma credono si riveli un ostacolo per il buon funzionamento aziendale?
L’essere diversi vuol dire essere diversamente normali. L’intelligenza e la capacità non hanno il vestito predefinito che siamo abituati ad attribuire loro. Il casual se ben portato a volte è meglio del classico. La diversità è spesso solo negli occhi di chi la vuol vedere.

E alle aziende inclusive che sostengono questo tema?
Qualunque apporto riesca a far crescere le persone è bene accetto, specie se applicato ad una azienda perché a beneficiarne saranno in molti. È tempo di superare i luoghi comuni.

Perché la diversity conviene alle aziende?
Si ha sempre di più la sensazione (alcune ricerche di mercato sembrano confermarlo), che ci sia un mutamento di percezione e di atteggiamento nelle persone nei confronti di marchi e aziende sul mercato. Sembrerebbe ci sia la consapevolezza che ognuno di noi abbia una qualche diversità (banalmente l’età) e si tenda pertanto a preferire un’azienda che valorizzi questa diversità rispetto a quella (come è sempre avvenuto), che esalti la perfezione.  Le aziende che adottano un approccio inclusivo sono sicuramente le più apprezzate dai consumatori perché hanno un approccio più personale, quasi confidenziale. Comunicare i propri valori ai consumatori aiuta a essere scelti da coloro che credono nella responsabilità sociale delle imprese.

Come definiresti con una sola parola questa campagna di comunicazione?
Nessuno è abbastanza “normale”.


Nicoletta Cavaliere
ANM Management, Alès Groupe Italia

Ph. by Malena Mazza